GREAT PLAINS, SOUTH AND NORTH DAKOTA & ALASKA

Ed eccoci arrivati all’ultimo on the road targato USA. Tappe obbligate dall’obiettivo di toccare i 50 stati.

Arriviamo a Chicago dove facciamo una fila interminabile, aiutatemi a dire interminabile, per i controlli. Prendiamo l’auto e ci dirigiamo subito verso Saint Louis sulla Route 66. Ci fermiamo in un piccolo museo della Route 66 per spezzare il viaggio. Dormiamo a metà strada. A Saint Louis parcheggiamo vicino all’arco e saliamo. E’ un po’ impressionante la salita soprattutto per le cabine molto strette, ma dalla cima ci godiamo il panorama sulla città e poi riscendiamo (la salita e la discesa è sempre dallo stesso lato).

Il giorno successivo arriviamo a Kansas City dove visitiamo il Money Museum molto interessante e poi giriamo nel parco adiacente fino al National WWI Memorial con una bella vista sulla città dall’alto.

Attraversiamo Iowa e Nebraska fino a raggiungere il South Dakota. In questo tragitto ho faticato a trovare cose da fare o da vedere. Vi segnalo il Great Platter River Road Archway. Un museo collocato sopra la Highway con le rappresentazioni delle carovane e delle insidie che trovarono i pionieri per raggiungere il West.  Abbiamo visitato anche Scott Bluff National Monument e il Chimney Rock che rappresentavano entrambi punti di riferimento nella traversata verso ovest. Ci siamo fermati al Carhenge di Alliance, dove con delle auto d’epoca infilate nel terreno e tutte colorate di grigio si vuole richiamare il molto più famoso Stonehenge…

Entriamo finalmente in South Dakota e iniziamo a vedere motociclisti in ogni dove visto che a Sturgis c’è il ritrovo annuale di Harley Davidson più rumoroso.. ops… più grande del mondo…

Sturgis è una cittadina caratteristica, tutta in legno e vicino al Mount Rushmore che visitiamo dopo aver cenato da Ruby House. Di sera la montagna con i famosissimi presidenti viene illuminata dopo che un ranger racconta la storia di questo monumento. Il giorno successivo visitiamo il Custer Park con le famose gallerie a senso unico, facciamo una bella passeggiata intorno a Sylvan Lake e percorrendo la Needles Highway continuiamo fino a Custer dove ci fermiamo a pranzo. Al ritorno percorriamo la Iron Mountain Road con ponti, punti panoramici e tunnel, uno dei quali si affaccia sul Mount Rushmore.

 

Il giorno successivo lo dedichiamo alle Badlands.
Oserei dire un Grand Canyon con colori diversi ma pur sempre affascinante.

 

 

 

Le percorriamo da ovest a est entrando da Scenic e fermandoci… ovunque! Al ritorno ci siamo fermati al famoso Wall Drug Store, dove si può trovare diversi negozi e ristoranti, e infine a Rapid City a fotografare le statue dei presidenti americani ad ogni angolo della strada principale.  La sera abbiamo visto per la prima volta un Rodeo all’Hart Ranch.

 

 

 

 

Lasciamo Sturgis direzione North Dakota e passiamo dalla famosa Deadwood con il centro cittadino rimasto all’epoca della corsa all’oro. Ci fermiamo a Belle Fourche per vedere il centro geografico degli Stati Uniti (escludendo le hawaii) e poi dopo molti km in the middle of nothing, raggiungiamo il North Dakota. Non ci avventuriamo nel Theodore Roosevelt National Park per mancanza di tempo.

Iniziamo il viaggio di ritorno verso est e ci fermiamo a Fort Abraham Lincoln State Park dove visitiamo la ricostruzione di un villaggio dei nativi americani. Facciamo tappa a Fargo e poi giungiamo a Minneapolis che avevamo già visto solo per prendere il volo per la prossima destinazione: Alaska!

In Alaska abbiamo noleggiato un Motorhome lungo 9 metri! Eravamo impazienti di iniziare questa avventura ma ci hanno fatto aspettare un bel po’. Prima della partenza ti fanno vedere un video (o puoi vederlo online prima di arrivare) e ti fanno un briefing per aprire e chiudere le zone espandibili, sull’aria condizionata, la stufa etc… Lasciamo Anchorage con ritardo sulla tabella di marcia. Il tempo non è dei migliori, piove ma la luce c’è fino a tardi. Ho prenotato tutti i campeggi, pagando piazzola ed elettricità ma col senno di poi non ce ne sarebbe stato bisogno grazie al generatore. Avevamo già avuto esperienze con il camper in Italia e quindi ci siamo trovati benissimo, anzi questi camper sono enormi pieni di comodità e spazio, noi in quattro (ultimo viaggio con i figli ormai grandi) siamo stati bene. Vengono forniti lenzuoli, asciugamani, pentole, piatti e posate. Abbiamo aggiunto il barbeque portatile che è stato veramente apprezzato per cucinare la carne fuori dal camper e velocemente!

Prima tappa? La spesa! E capiamo subito che l’Alaska è veramente cara come avevo letto. Poi al campeggio facciamo i letti, sistemiamo i vestiti e leviamo subito di mezzo le valigie. A proposito, viaggiamo solo con il bagaglio a mano anche in questo viaggio. Ovviamente abbiamo già fatto una volta la lavatrice e asciugatrice e ne servirà almeno un’altra! Prima cena? Pasta al pomodoro! Dormiamo vicino a Talkeetna.

Prima tappa Denali National Park. Nel pomeriggio vediamo gli aski a Denali Sleg Dog Kennels, si può arrivare qui solo con i pulman dedicati del Denali. Si vede che con il caldo soffrono, loro stanno bene ad altre temperature! L’indomani arriviamo col camper fino a dove è possibile, ovvero al miglio 15. Per andare oltre e arrivare fino al miglio 53 (perchè poi la strada è chiusa da anni in seguito ad una frana) si deve obbligatoriamente prender il bus che fa varie fermate. Mentre percorriamo la strada nel Denali speriamo di avvistare un orso o un alce, ma riusciamo a vedere al ritorno solo un alce in lontananza! Tappa successiva Fairbanks dove visitiamo l’Ice Museum, che freddo!Però ci siamo divertiti sullo scivolo di ghiaccio e a vedere le sculture che faceva la guida! Continuiamo verso nord fino ad incontrare il famoso Pipeline che attraversa tutta l’Alaska dal mar Glaciale Artico fino all’Oceano Pacifico e lì vicino ci fermiamo a cercare l’oro da Gold daughters. Certo è tutto molto turistico ma sei in Alaska!

Riniziamo a scendere e passiamo da North Pole da Babbo Natale ma è già tutto chiuso… Prendiamo la strada che da Delta Junction va a Glenallen dove dormiremo due notti, La giornata è solo di trasferimento intervallata da molti cantieri stradali, in particolare uno non ce lo dimenticheremo mai perchè erano tutti sali e scendi sterrati con la paura di rimanere impantanati con il camper!

Oggi Valdez! Quando pianifichi un itinerario devi fare delle scelte in base ai giorni che hai a disposizione. Ma Valdez era irrinunciabile. Abbiamo avuto anche la fortuna di vederla in una splendida giornata di sole! La prima tappa è il Salomon Gulch Hatcher,

l’acqua è piena di salmoni, molti rimangono fuori dall’acqua per la bassa marea e i gabbiani sono lì che li aspettano, in acqua invece ci sono le foche che fanno dei bei banchetti… ma noi speravamo di vedere anche un orso ma niente! Andiamo poi al Valdez Glacier Lake, pochi iceberg, strada sterrata e piena di buche in fondo. Ci fermiamo al US Forest Service information center perchè avevo letto che a volte si possono vedere gli orsi, ma non noi ovviamente! Pranzo al porto sotto il sole, proviamo a tornare al Hatcher ma niente orsi. Lasciamo Valdez comunque molto contenti di essere arrivati fino a qui anche perchè la strada è bellissima con paesaggi unici.

Torniamo in campeggio ed è’ il momento della lavatrice e asciugatrice!

Prossima destinazione Palmer dove c’è l’Alaska State Fair. Nel tragitto vediamo da lontano il Matanuska Glacier con una lingua di ghiaccio che arriva fino in basso al lago. Ma non ci possiamo avvicinare, solo se si fa le escursioni organizzate che ti portano a camminare sul ghiacciaio puoi arrivare vicino. La Fiera è grande e c’è di tutto! Animali da fattoria, rettili, pop corn in sacchi giganteschi e ovviamente ogni tipo di cibo.

Ripassiamo da Anchorage e andiamo a sud. Arriviamo al Beluga Point precisi per vedere il famoso treno giallo blu passare fischiando! Col camper entriamo e giriamo nel Wildlife Conservation Center e poi andiamo a Whittier! Località in cui si arriva solo passando da un tunnel a una corsia dove ogni mezz’ora si passa da una direzione e poi mezz’ora dopo dall’altra, il tutto intervallato anche dal passaggio del treno! Finito il tunnel siamo sull’oceano e c’è una nave da crociera enorme che occupa mezza vista. Parcheggiamo e andiamo a piedi al porto dove pranziamo. Whittier ha anche un’altra particolarità: c’è solo un enorme grattacielo dove c’è tutto all’interno, dalla posta all’ospedale, alle abitazioni alla scuola. Rifacciamo il tunnel all’inverso e ci fermiamo al Portage Glacier dove facciamo la crociera sul lago che porta vicinissimo al ghiacciaio (un freddo polare!) Continuiamo verso la Kenai Peninsula con destinazione Seward. Al porto troviamo i pescatori di ritorno con i pesci intenti a pesarli, pulirli negli enormi lavandini sul pier e poi possono anche spedirli a casa! Organizzatissimi come sempre! E’ un paesaggio straordinario con in lontananza montagne innevate che contrastano conn l’azzurro dell’acqua!

Dormiamo in un enorme campeggio prenotato per tempo perchè è sempre strapieno. La sera visto il cielo sereno esco più volte per vedere se esce l’aurora boreale ma non sono fortunata… L’indomani continuiamo verso sud e vediamo finalmente un orsetto a bordo strada ma capiamo subito che è ferito e infatti arrivano gli State Trooper a recuperarlo. Raggiungiamo la tappa finale: il paesino di Homer, in fondo alla Kenai peninsula. Andiamo verso la lingua di terra che si inoltra nella baia, c’è un gruppetto di negozi e ristoranti sulle palafitte lungo la strada, un pub rivestito di biglietti da un dollaro (Salty Dawg Saloon), agenzie di escursioni per i il Kachemak Bay State Park o per raggiungere Halibut Cove. Il nostro campeggio è proprio su questa striscia di terra fronte oceano quasi in fondo, infatti poco dopo c’è la scritta Land’s End.

                   

Non ci resta che tornare indietro, per l’ultimo giorno intero in Alaska. Ci fermiamo all’ Anchor Point che è il punto raggiungibile con le highway più a occidente (i collegamenti con molte zone dell’alaska sono con aerei e barche). Andiamo a vedere il paesino di Kenai e passiamo la notte in un campeggio in mezzo alla natura, senza elettricità e sempre con la speranza di vedere un orso!

E’ il momento di rifare le valigie e di passare le ultime ore in Alaska. Decidiamo di tentare la fortuna nell’ultimo posto che avevo segnato per possibili avvistamenti all’Eagle River Center, ma anche qui niente. Ci dirigiamo verso Anchorage per fare qualche foto alla città e proprio ai lati dell’Highway, dietro la rete scorgo un enorme orso nero intento a prendere il sole! Purtroppo riesco a vederlo solo io e il tempo di fermare il camper sull’highway eravamo già lontanissimi… Incaponiti rifacciamo il giro ma non c’è più! Uffa!!! Riprendiamo il nostro viaggio verso Anchorage e vedo in una frazione di secondo ad una uscita dell’highway un altro orso che cammina placidamente su una ciclabile, non riesco a credere ai miei occhi! E c’era pure un ciclista che gli stava andando incontro! Usciamo all’uscita successiva, torniamo indietro ma niente, dell’orso non c’è ombra! Incredibile! 10 giorni in giro per l’Alaska in posti remoti e li vedo in città? Unbelievable! E poi li vedo solo io e questo mi dispiace proprio!!!

E niente è il momento di riconsegnare il camper e di farsi riaccompagnare in aeroporto! Con tristezza immensa lasciamo questo stato con un volo notturno per Chicago. Arriviamo distrutti e troviamo 38 gradi ad aspettarci! Mai mi sarei aspettata di trovare questa temperatura e questa umidità a Chicago! Per fortuna a mezzogiorno ci danno già la camera, facciamo un pisolino di 2 ore e partiamo alla volta della partita di baseball dei White Sox. Un caldo atroce! Un sonno indecente… Per fortuna lo stadio è vuoto e ci spostiamo in dei posti a sedere all’ombra. Resistiamo forse un’oretta e poi scappiamo di nuovo in hotel. Strastanchi ci fondiamo a letto di nuovo e riusciamo a svegliarci solo per la cena. Decidiamo di tornare alla Cheesecake Factory sotto l’Hancock e in tutto questo mi dimentico che ci sarebbe stati i fuochi d’artificio al Navy pier! Saliamo sull’Hancock per rimanere di nuovo estasiati e affascinati dalla vista notturna di Chicago! Potrei stare qui per ore e giorni!

E invece il tempo è scaduto ed è ora di tornare a casa… e chissà quando ci rivedremo America….